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Il funerale musulmano: dalla preparazione della salma alla sepoltura

Nel nostro lavoro, cerchiamo da sempre e, sempre e comunque, di dare il nostro sostegno professionale nell’organizzazione di ogni tipo di rito funebre, rispettando rigorosamente le usanze e le tradizioni proprie di ogni credo religioso.

 

L’Islam è la seconda religione più diffusa nel nostro paese dopo quella cristiana e nel mondo accoglie circa ottocento milioni di fedeli.

 

Di seguito cerchiamo di sintetizzare il rito funebre musulmano.

 

Pur consapevoli di non poter essere esaustivi e di essere costretti a fare qualche generalizzazione, proviamo a riassumere gli aspetti e le fasi di come si svolge il funerale musulmano, con le sue pratiche per la preparazione della salma, i momenti della cerimonia funebre e le procedure per la sepoltura.

 

Nel funerale musulmano si nota subito la profonda compostezza e sobrietà dei parenti del defunto, dettate dal concetto stesso di morte che i musulmani hanno.

 

La morte, infatti, rappresenta il momento di passaggio verso la vita vera.

 

Questo forte senso di fiducia nei confronti della resurrezione fa sì che durante lo svolgimento del rito funebre musulmano non ci siano pianti e disperazione.

 

 

LA PREPARAZIONE DELLA SALMA PER IL FUNERALE MUSULMANO

Dopo la morte, il defunto viene preparato attraverso una toilette di purificazione essenziale.

Ad occuparsene solitamente sono quattro familiari o amici stretti dello stesso sesso del defunto.

Il rituale prevede che il corpo, con il viso rivolto verso la Mecca, sia lavato procedendo dall’alto verso il basso e partendo dalla parte destra per tre volte.

Questa è la fase del Ghusl, a cui segue quella del Kafal.

Il corpo del defunto viene asciugato e cosparso di incenso, canfora o altri oli profumati.

Dopodiché è avvolto in fogli di stoffa bianca, che devono essere in numero dispari.

Generalmente se ne usano tre per gli uomini e cinque per le donne.

Si conclude così il rituale della preparazione della salma e si può procedere con le preghiere proprie del funerale musulmano.

LA PREGHIERA FUNEBRE

Al termine della preparazione della salma, ha inizio la preghiera collettiva, che prende il nome di Salatul Janazah, che viene recitata generalmente fuori dalla Moschea, nel cortile, oppure nella sala della preghiera o nella sala studio.

Non sono previste veglie o visite prima del funerale musulmano perché la regola alla base del rito funebre prevede che il corpo venga sepolto il prima possibile.

Anche se, in Italia, le leggi sulla sepoltura impediscono che questa avvenga il giorno stesso della morte.

Il rito funebre musulmano, guidato di solito da un Imam, prevede che i partecipanti formino almeno tre file, o comunque un numero dispari, con il parente maschio nella prima e dietro di lui gli altri uomini, seguiti dai bambini e alla fine le donne.

Tutti possono prendere parte alla preghiera funebre, che può durare dai trenta ai settanta minuti, durante la quale si chiede perdono per i peccati del defunto e si invoca misericordia per lui.

LA SEPOLTURA

Dopo la preghiera funebre, la salma viene portata al cimitero.

La religione musulmana prevede di solito che il corpo sia inumato nella terra senza neanche il feretro, ma nei paesi in cui le regole non lo consentono, in genere si sceglie una bara in legno tenero.

Generalmente i cimiteri sono provvisti di un’area dedicata alle sepolture di persone appartenenti alla religione musulmana.

La legge italiana, infatti, consente che i piani cimiteriali possano prevedere reparti speciali e separati per la sepoltura di persone professanti un culto diverso da quello cattolico.

La tomba deve essere posizionata perpendicolare alla Mecca in modo che il defunto, posto nel feretro sul lato destro, si trovi di fonte alla Mecca.

Per la durata della sepoltura, i partecipanti recitano una preghiera e alla fine ognuno di loro getta una manciata di terra nella tomba, che deve essere semplice.

Infatti, i monumenti funebri non sono mai sfarzosi, non sono ricoperti di marmi o simboli lussuosi.

Le lapidi riportano solo il nome, data di nascita e di morte e, in alcuni casi, l’iscrizione di un versetto del Corano.

Sono invece proibite le foto sulle lapidi.

IL CORDOGLIO E IL LUTTO

Dal momento della sepoltura, ha inizio il periodo del cordoglio, che dura tre giorni.

Durante questo arco temporale, i parenti del defunto ricevono le condoglianze, accolte generalmente con un piccolo rinfresco in casa.

Sia i parenti che chi si reca in visita devono evitare di indossare gioielli e abiti vistosi.

Nel caso della moglie del defunto, gli abiti eleganti o appariscenti sono da evitare per tutta la durata del lutto, che è di 4 mesi 11 giorni.

In questo periodo, la vedova non può assolutamente risposarsi e non può uscire di casa.

Trascorsi 40 giorni dalla morte, la famiglia va a far visita alla tomba del defunto e per tradizione distribuisce cibo ai custodi dl cimitero e ai bisognosi.

Di Taffo Onoranze Funebri

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