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Perché i crisantemi sono i fiori dei morti? La storia fra leggenda e simbologia

Si avvicina il giorno dedicato alla Commemorazione dei defunti e tradizione vuole che ci si rechi nei Cimiteri a omaggiare i nostri cari che non ci sono più con fiori e lumini.

 

I fiori per l’occasione sono sicuramente i crisantemi, famosi appunto per essere i “fiori di morti”.

 

Sono fiori molto belli, simili alle margherite ma molto più elaborati, tanto da essere chiamati anche “margherite dai sedici petali”.

 

Il loro nome, che deriva dal greco, significa “fiore d’oro”, ma perché proprio i crisantemi sono i fiori dei morti?

 

Iniziamo dicendo che associare i crisantemi al culto del lutto è un’usanza tutta italiana, perché nel resto del mondo questo fiore acquista tutt’altro significato, spesso anche opposto a quello dato da noi.

IL SIGNIFICATO DEI CRISANTEMI IN ITALIA

Il crisantemo è uno dei fiori che sboccia durante il periodo autunnale.

Il motivo per cui in Italia il crisantemo è diventato sinonimo di “fiore dei morti” è infatti dovuto alla sua stagionalità.

Essendo in piena fioritura nel giorno dedicato alla Commemorazione dei defunti, si è diffusa la cultura di portare al cimitero mazzi di crisantemi per ricordare i propri cari scomparsi.

Inoltre, è un fiore molto forte, che riesce a resistere a lungo dopo essere stato reciso e non teme l’abbassamento delle temperature, tipico del periodo in cui per tradizione si celebra il giorno dei morti.

A voler essere precisi, anzi un po’ pignoli, i crisantemi da portare al cimitero per omaggiare i defunti dovrebbero essere bianchi, ossia il colore che simboleggia la perdita e il lutto.

Ma queste attenzioni lasciano il tempo che trovano e, così come ogni fiore può essere dedicato a chi non c’è più, non esistono divieti ai colori he si preferiscono.

CONSIGLI PER FAR DURARE PIÙ A LUNGO I FIORI AL CIMITERO

Tra le tante varietà dei crisantemi, ne esistono più di 200, suggeriamo di scegliere per onorare i defunti tra quelli a “fiore piccolo”, anche detti “crisantemine”.

In questo modo, se anche dovessero bagnarsi con eventuali piogge, l’acqua non ristagnerebbe all’interno della corolla, molto meno elaborata, evitando così di far marcire i fiori.

È bene, inoltre, preoccuparsi di eliminare i fiori rovinati e le foglie del gambo che andrebbero a contatto con l’acqua prima di inserirli nel portafiori sulla tomba del proprio caro.

In più, se si ha a disposizione un coltellino, un altro consiglio è quello di recidere il gambo con un taglio obliquo, in modo che possa così assorbire meglio l’acqua.

LA LEGGENDA DEI CRISANTEMI COME FIORI DEI MORTI

Come spesso accade nella tradizione, le motivazioni prettamente pratiche di un comportamento o di un’usanza vengono colorate con storie e leggende avvincenti e dal sapore quasi mistico.

Nel caso dei crisantemi, la leggenda narra la storia di una bambina disperata che vegliava la madre morente.

Uno spirito mosso a pietà dalle lacrime della piccola, le consegnò una margherita, annunciandole che le era stato concesso di restare ancora insieme alla mamma per tanti giorni quanti erano i petali del fiore.

La bambina con molta pazienza e attenzione si dedicò a dividere i petali in strisce piccolissime prestando cura a non farli staccare dal fiore.

Quando giunse la morte e vide i tantissimi nuovi petali creati dalla bimba, le accordò di restare con la sua mamma per tanti anni quanti erano i nuovi petali del fiore.

Nacque così il crisantemo, il fiore con un numero infinito di petali, o comunque nacque così la leggenda che l’ha fatto diventare il fiore dei morti.

IL SIGNIFICATO DEI CRISANTEMI NEL MONDO

Alla leggenda della bambina con la madre morente, si contrappone un altro racconto ambientato nella lontana e antica terra cinese.

In questa storia, il protagonista è un giovane bello e gentile che un giorno, inciampando involontariamente in un cuscino dell’imperatore, venne esiliato in una terra sperduta detta Valle dei Crisantemi.

Condannato a vivere in questo luogo da solo nutrendosi solo di erbacce e bevendo la rugiada dei fiori, il giovane, invece di soffrire fame, sete e solitudine, fiorì di una gioventù eterna.

Le leggende in Oriente sui crisantemi sono tante e hanno tutte un significato molto positivo, perché in queste culture il fiore è simbolo di vitalità e felicità.

In Giappone è addirittura il fiore nazionale, l’emblema ufficiale dell’impero.

Lo stendardo dell’Imperatore è infatti costituito da un crisantemo stilizzato, di colore oro, composto da 16 petali su uno sfondo rosso.

Ogni anno, il nono giorno del nono mese, ossia il 9 settembre, si celebra la Festa dei Crisantemi, Kiku no sekku, durante la quale le strade di città e villaggi si riempiono di vasi di crisantemi di ogni varietà e colore.

Per l’occasione l’Imperatore apre ai visitatori i giardini della sua reggia affinché tutti possano ammirare la straordinaria fioritura di questi fiori.

I crisantemi sono legati a significati positivi non solo nei paesi orientali, dove sono anche regalati nelle ricorrenze importanti come matrimoni e compleanni.

In Gran Bretagna, ad esempio, si regalano in occasione di una nascita e in Australia sono i fiori da donare per la festa della mamma.

Dunque, i crisantemi sono i fiori dei morti solo nella cultura italiana, per la quale, tra l’altro, la ricorrenza del 2 novembre continua a rivestire un significato molto importante.

Magari nel nostro paese non porteremo mai in dono per un’occasione lieta un mazzo di crisantemi.

Sicuramente però continueremo a dedicare la bellezza di questi fiori ai nostri cari nei cimiteri, sulle tombe e sulle lapidi e ciò resta comunque un’usanza dal sapore dolce e tenero.

Di Taffo Onoranze Funebri

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