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Frasi sulla morte: 70 citazioni di grandi filosofi, scrittori e poeti

Taffo Onoranze Funebri ha raccolto e organizzato per grandi temi le frasi sulla morte di celebri filosofi, scrittori e poeti per avere uno sguardo d’insieme sulla sconfinata riflessione che l’idea della fine genera sull’uomo.

 

La morte è uno dei grandi temi sui quali l’uomo si interroga da sempre, una condizione inevitabile con la quale, prima o poi, tutti dobbiamo confrontarci.

 

Infatti, “questa morte che ci accompagna dal mattino alla sera” come recita la struggente poesia di Cesare Pavese “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”, è stata ed è oggetto di infinite riflessioni da parte di filosofi, poeti, scrittori, pensatori di ogni epoca e luogo.

 

C’è chi l’ha temuta e chi l’ha esorcizzata con l’ironia, chi l’ha sfidata e chi, in modo epicureo, l’ha accettata.

 

Meditazioni trasformate in scritti, frasi, citazioni, aforismi sulla morte, che possiamo leggere e interpretare per riuscire ad affrontare e accettare la presenza della morte nelle nostre vite.

 

Perché la visione che abbracciamo sull’idea della morte si riflette sul nostro modo di vivere, pieno di ansia e preoccupazione se ne abbiamo paura, più consapevole e intenso se ne accettiamo l’esistenza.

10 FRASI SULLA MORTE DI GRANDI FILOSOFI

Molti grandi filosofi della storia hanno affrontato il tema della morte e, attraverso la propria lente di osservazione, hanno dato il via ad alcune riflessioni che, anche a distanza di secoli, continuano a essere affascinanti e illuminanti.

Nell’impossibilità di ripercorrere tutte le concezioni filosofiche sulla morte, riportiamo alcune delle riflessioni più conosciute e significative, a nostro modesto parere, ancora oggi:

1. La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo la morte non c’è, quando c’è lei non ci siamo noi. Non è nulla, né per i vivi né per i morti. Per i vivi non c’è, i morti non ci sono più [Epicuro, “Lettere sulla felicità”];

2. Il saggio invece non rifiuta la vita e non ha paura della morte, perché non è contro la vita ed allo stesso tempo non considera un male il non vivere più. Il saggio, così come non cerca i cibi più abbondanti, ma i migliori, così non cerca il tempo più lungo, ma cerca di godere del tempo che ha [Epicuro in “Lettera a Meneceo”];

3. Chi non vuole morire si rifiuta di vivere, perché la vita ci è stata data a patto di morire. La morte è il termine certo a cui siamo diretti e temerla è da insensato, poiché si aspetta ciò che è certo e solo l’incerto può essere oggetto di timore. La morte è una necessità invincibile e uguale per tutti [Lucio Anneo Seneca in “Epistulae morales ad Lucilium”];

4. Non disprezzare la morte ma accoglila di buon grado perché anch’essa è un ente tra quelli che natura vuole [Marco Aurelio in “Colloquio con se stesso”];

5. La morte non è niente. Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto. Io sono sempre io e tu sei sempre tu. Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora [Henry Scott Holland]*;

 

* Questa frase sul senso della morte è stata e continua a essere associata a Sant’Agostino, ma in realtà si tratta della bellissima preghiera che Henry Scott Holland, teologo britannico e canonico della cattedrale di St. Paul a Londra, recitò dopo la morte del re Edoardo VII.

 

6. L’uomo non è che una canna, la più debole della natura; ma è una canna pensante. Non c’è bisogno che tutto l’universo s’armi per schiacciarlo: un vapore, una goccia d’acqua basta a ucciderlo. Ma, anche se l’universo lo schiacciasse, l’uomo sarebbe ancor più nobile di chi lo uccide, perché sa di morire e conosce la superiorità dell’universo su di lui [Blaise Pascal in “Pensieri”];

7. Sì come una giornata bene spesa dà lieto dormire, così una vita bene usata dà lieto morire [Leonardo Da Vinci, aforisma];

8. Nella vita l’unica cosa certa è la morte, cioè l’unica cosa di cui non si può sapere nulla con certezza [Søren Kierkegaard in “Diario”];

9. Non v’è rimedio per la nascita e la morte, salvo godersi l’intervallo [Arthur Schopenhauer, aforisma];

10. Qualche ora o qualche anno di attesa [della morte] è lo stesso, quando si è perduta l’illusione di essere eterno [Jean Paul Sartre in “Il Muro”].

50 FRASI SULLA MORTE DI GRANDI SCRITTORI E POETI

Tutti siamo costretti a confrontarci con la morte prima o poi e da questo confronto spesso viene fuori anche la nostra visione della vita.

Non mancano infatti i pensieri e le riflessioni sulla morte e la sua ineluttabilità formulati da scrittori e pensatori di ogni tempo.

Da sempre si avverte l’esigenza di parlare della morte per esorcizzarla o per imparare a convivere con essa e dare un senso a tutto quello che la precede.

Frasi sulla morte che ci fanno piangere oppure ci confortano, che ci ricordano gli affetti persi e ci aiutano a sopportarne l’assenza, che ci regalano un sorriso e ci spingono a sfatare il tabù della fine.

FRASI SULLA MORTE PER DARE UN SENSO ALLA VITA

C’è chi sostiene che ciò che veramente ci distingue in quanto umani è la consapevolezza della morte, è il sapere che dovremo morire.

Questa consapevolezza può buttarci nello sconforto oppure spingerci a vivere con maggiore intensità prima dell’inevitabile fine.

Molti scrittori hanno inserito nei loro romanzi, saggi o scritti vari le rispettive visioni sulla morte e di conseguenza tracciato una linea guida su come vivere i propri giorni.

1. Cos’è la storia? Le sue radici sono in secoli di lavoro sistematico dedicato alla soluzione dell’enigma della morte, così che la morte stessa possa essere sconfitta. Ecco perché le persone scrivono sinfonie, e perché scoprono l’infinitezza matematica e le onde elettromagnetiche [Boris Pasternak in “Il dottor Zivago”];

2. Essere immortale è cosa da poco: tranne l’uomo, tutte le creature lo sono, giacché ignorano la morte; la cosa divina, terribile, incomprensibile, è sapersi immortali [Jorge Luis Borges in “L’Aleph”];

3. Non sono sicuro di dire una cosa originale, ma uno dei massimi problemi dell’essere umano è come affrontare la morte. Pare che il problema sia difficile per i non credenti (come affrontare il Nulla che ci attende dopo?) ma le statistiche dicono che la questione imbarazza anche moltissimi credenti, i quali fermamente ritengono che ci sia una vita dopo la morte e tuttavia pensano che la vita della morte sia in se stessa talmente piacevole da ritenere sgradevole abbandonarla; per cui anelano, sì, a raggiungere il coro degli angeli, ma il più tardi possibile [Umberto Eco in “La bustina di Minerva”];

4. Ah, che vuol dir morire! Nessuno, nessuno si ricordava più di me, come se non fossi mai esistito [Luigi Pirandello in “Il fu Mattia Pascal”];

5. Che cosa è la morte per me? Un grado di più nella calma, e forse nel silenzio [Alexandre Dumas in “Il Conte di Montecristo”];

6. La morte è una ladra che non si presenta mai di sorpresa [Oriana Fallaci in “Un uomo”];

7. La morte è la curva della strada, morire è solo non essere visto. Se ascolto, sento i tuoi passi esistere come io esisto [Fernando Pessoa in “Una sola moltitudine”];

8. La morte non è nel non poter comunicare, ma nel non poter più essere compresi [Pier Paolo Pasolini in “Una disperata vitalità”];

9. Ciascuno di voi ha una propria morte, la porta con sé in un luogo segreto sin da quando nasce, lei appartiene a te, tu appartieni a lei [José Saramago in “Le intermittenze della morte”];

10. La morte non è l’opposto della vita, ma una sua parte integrante [Haruki Murakami in “Norwegian Wood”];

11. Usiamo un sacco di parole di cui non conosciamo il significato e una è la parola dolore. Un’altra è la parola morte [Alessandro Baricco in “Emmaus”];

12. La morte è un processo rettilineo. C’è della lentezza nella parola “processo”, una lentezza fatale, il destino insomma, il fatto che ci dobbiamo passare tutti, anche quelli che corrono più in fretta, ma questa lentezza è controbilanciata dall’aggettivo “rettilineo” che dà rapidità alla frase… lentezza rapida… [Daniel Pennac in “La prosivendola”];

13. Perché le differenze continuano a esistere finché noi viviamo parliamo vestiamo, ciascuno recitando la sua bella commedia, poi basta: poi tutti uguali nell’identica positura della morte, così semplice, così confacente ai requisiti dell’eternità [Dino Buzzati in “Il colombre e altri cinquanta racconti”];

14. Se davvero volete conoscere lo spirito della morte, spalancate il vostro cuore al corpo della vita, poiché la vita e la morte sono una cosa sola, come una sola cosa sono il fiume e il mare [Khalil Gibran in “Il profeta”].

FRASI PER VINCERE LA PAURA DELLA MORTE

Non è un caso che per molto tempo (e per alcuni ancora oggi) la morte sia stata un tabù, come se evitare di pensarci potesse cancellarne l’esistenza.

Eppure, così facendo, non si fa altro che accentuare la paura nei suoi confronti, finendo con il vivere nell’angoscia.

Aver paura della morte è normale e naturale, ma non lo è fingere che non esista o che non ci riguardi.

15. L’uomo non può possedere niente fintanto che ha paura della morte. Ma a colui che non la teme, appartiene tutto. Se non esistesse la sofferenza, l’uomo non conoscerebbe i suoi limiti, non conoscerebbe se stesso [Lev Tolstoj in “Guerra e pace”];

16. È sufficiente che l’uomo riconosca la propria vita non già nel bene della sua persona animale ma nel bene degli altri esseri, e lo spauracchio della morte scompare per sempre ai suoi occhi [Lev Tolstoj in “Sulla vita”];

17. La morte è spaventosa, ma ancor più spaventosa sarebbe la coscienza di vivere in eterno e di non poter morire mai [Anton Cechov in “Taccuini”];

18. Il dolore e l’odio e l’amore e la gioia e la guerra esistono perché siamo noi a volerli. E vogliamo che tutto sia così drammatico per prepararci alla prova finale che ci aspetta: affrontare la morte [Chuck Palahniuk in “Cavie”];

19. Spesso fa più male la paura di morire che la morte [Luciano De Crescenzo in “Storia della filosofia greca. Da Socrate in poi”];

20. Solo chi ha paura muore facendo stronzate come camminare su un ponte. Se a te di morire non te ne frega niente puoi stare tranquillo che non cadi. La morte se la piglia con i paurosi [Niccolò Ammaniti in “Come Dio comanda”];

21. Vita e morte sono la stessa cosa. Quando ci si rende conto di ciò, non si ha più paura della morte, né effettiva difficoltà nella vita [Shunryū Suzuki in “Mente Zen, Mente di principiante”];

22. Poiché l’uomo poggia su questa contraddizione: ama la vita a cagion della morte, ma odierebbe la vita se scomparisse la paura della morte [Ernst August Klingemann in “I notturni di Bonaventura”].

FRASI PER ACCETTARE L’IDEA DELLA MORTE

Accettare l’idea della propria mortalità è il primo passo per percepire e vivere con pienezza la propria esistenza.

23. La consapevolezza della morte ci incoraggia a vivere [Paulo Coelho in “Veronica decide di morire”];

24. Al termine di tutto, nonostante tutto, vi è la morte. Lo sappiamo, e sappiamo anche che, con essa, tutto finisce. […] Quanto rimane, è un destino di cui solo la conclusione è fatale. All’infuori di questa unica fatalità della morte, tutto – gioia o fortuna – è libertà, e rimane un mondo, di cui l’uomo è il solo padrone [Albert Camus in “Il mito di Sisifo”];

25. Beh, il primo pensiero, il massimo di tutti, è questo: Non bisogna importarsene della morte! [Elsa Morante in “L’isola di Arturo”];

26. La vita è una grande sorpresa. Non vedo perché la morte non potrebbe esserne una anche più grande [Vladimir Nabokov in “Fuoco pallido”];

27. Mi sono sempre proibita di pensare a una vita futura, ma ho sempre creduto che l’istante della morte sia la norma e lo scopo della vita. Pensavo che per quanti vivono come si conviene, sia l’istante in cui per una frazione infinitesimale di tempo penetra nell’anima la verità pura, nuda, certa, eterna. Posso dire di non avere mai desiderato per me altro bene [Simone Weil in “Attesa di Dio”];

28. Posso solo ricordare come mio padre era solito dire che la ragione per vivere era arrivare ad esser pronti per restar morti molto a lungo [William Faulkner in “Mentre morivo”];

29. Per tutta la vita ho pensato alla morte, e ora che mi ci avvicino constato che non mi è servito a niente averci pensato tanto, e che sarebbe stato assai più proficuo non curarsene affatto. Il pensiero della morte non aiuta a morire [Emil Cioran in “Quaderni 1957-1972”].

PENSIERI SULLA PRESENZA DELLA MORTE NELLE NOSTRE VITE

Esistono poi animi più inclini a una mesta rassegnazione, all’accettare la morte e la sua ineluttabilità finendo per abbracciare la filosofia del “se non puoi sconfiggerla, impara a conviverci”.

30. Nessun senso dell’ironia insita nell’esistenza umana, del fatto che siamo la forma più elevata di vita sulla terra, eppure ineffabilmente tristi, perché sappiamo ciò che nessun altro animale sa, ovvero che dobbiamo morire [Don Delillo in “Rumore bianco”];

31. Non ci si può mai preparare abbastanza alla morte. Altre azioni possono essere ripetute, si possono ritentare se non riescono la prima volta. Non è così con la morte: essa avviene una volta sola e non c’è alcuna possibilità di ripeterla perché riesca meglio [Robert Boyle in “The Christian virtuoso”];

32. Non sarebbero uomini, se non fossero tristi. La loro vita deve pur morire. Tutta la loro ricchezza è la morte, che li costringe industriarsi, a ricordare e prevedere [Cesare Pavese in “Dialoghi con Leucò”];

33. Forse tutto ciò che uno può fare è sperare di finire con i giusti rimorsi [Arthur Miller in “La discesa da Mount Morgan”];

34. Nessuno ha compiuto tanti peccati in vita per meritare di morire due volte [José Saramago in “Il Vangelo secondo Gesù Cristo”];

35. Vorrei essere solo con la morte. È una partita a due che voglio giocare fino in fondo anche se so che è sempre lei a vincere [Sveva Casati Modignani in “E infine una pioggia di diamanti”];

36. Tutto è calmo e immobile immerso in un tempo fermo dove la vita e la morte sembrano essere la stessa cosa. Come si sente, in quell’immagine struggente che il passato è irrimediabilmente passato e nello stesso istante è irrimediabilmente presente, fa parte di un presente che non avrebbe senso senza quella mancanza, senza quella lacerante partecipazione delle figure di chi ci fu caro, in quell’eterno crocevia di vita e di morte che sono le nostre vicende familiari e private [Raffaele La Capria in “L’estro quotidiano”];

37. Se la vita era un sogno, allora la morte doveva essere il momento in cui ci si sveglia. Era talmente semplice che non poteva non essere così. Uno moriva, il sogno era finito, e ci si svegliava [Ian McEwan in “L’inventore dei sogni”];

38. La vita è un monte. Finché si sale, si guarda la vetta, e ci si sente felici; ma quando s’arriva lassù, si scorge d’un tratto la china, e giù in fondo la fine, che è la morte. L’ascesa è lenta, ma la discesa è un ruzzolone [Guy De Maupassant in “Bel Ami”];

39. Bisogna fare una distinzione tra il morire e la morte. Non è tutto un morire ininterrotto. Se si è sani e ci si sente benissimo, è un morire invisibile. La fine, che è una certezza, non dev’essere per forza annunciata con spavalderia [Philip Roth in “L’animale morente”];

40. Tutti dobbiamo morire, tutti quanti, che circo! Non fosse che per questo dovremmo amarci tutti quanti e invece no, siamo schiacciati dalle banalità, siamo divorati dal nulla [Charles Bukowski in “Il capitano è fuori a pranzo”];

41. La morte di un uomo è meno affar suo che di chi gli sopravvive [Thomas Mann in “La montagna incantata”].

FRASI PER AFFRONTARE LA MORTE DI CHI AMIAMO

La morte ci si palesa spesso attraverso la perdita di persone a noi care, lasciandoci dentro un forte dolore e un immenso senso di vuoto.

Questi sentimenti sono difficili da superare e non ci resta che cercare conforto nelle parole di chi c’è passato prima di noi.

Come quelle dello scrittore David Grossman che, nel libro “Caduto fuori dal tempo”, che parla di un padre che ha perso un figlio ed è scritto da un padre che ha perso un figlio, confessa “il cuore mi si spezza al pensiero che io… che abbia potuto… trovare per tutto questo parole”.

42. La morte non esiste, figlia. La gente muore solo quando viene dimenticata. – mi spiegò mia madre poco prima di andarsene. – Se saprai ricordarmi, sarò sempre con te [Isabel Allende in “Eva Luna”];

43. Si muore per lasciare il meglio di sé a quelli che ti hanno saputo leggere [Goliarda Sapienza in “Lettera aperta”];

44. Continuiamo a vivere nel ricordo di chi ci ama. […] ricordami, Daniel, anche se in segreto, in un angolo del tuo cuore. Non permettere che me ne vada per sempre [Carlos Ruiz Zafon in “L’ombra del vento”];

45. E ricordati, io ci sarò. Ci sarò su nell’aria. Allora ogni tanto, se mi vuoi parlare, mettiti da una parte, chiudi gli occhi e cercami. Ci si parla. Ma non nel linguaggio delle parole [Tiziano Terzani in “La fine è il mio inizio”];

46. Il lutto condanna il vivo a una solitudine ineffabile [David Grossman in “Caduto fuori dal tempo”];

47. Gli amici non muoiono e basta: «ci» muoiono, una forza atroce ci mutila della loro compagnia e poi dobbiamo continuare a vivere con quei vuoti nelle ossa. [Luis Sepulveda in “Cena con poeti morti”];

48. Ai lutti succedono presto o tardi eventi lieti, è legge della vita [Italo Calvino in “Il barone rampante”];

49. Come accade spesso, ci misero un po’ a ricordarsi che, quando muore qualcuno, agli altri spetta di vivere anche per lui – altro non c’è, di adatto [Alessandro Baricco in “Mr Gwyn”];

50. La morte è terribile non per il non esserci più ma, al contrario, per l’esserci ancora e in balìa dei mutevoli ricordi, dei mutevoli sentimenti, dei mutevoli pensieri di coloro che restavano [Leonardo Sciascia in “Candido: ovvero Un sogno fatto in Sicilia”].

10 POESIE SULLA MORTE

La poesia è quando un’emozione ha trovato il suo pensiero e il pensiero ha trovato le parole”, scriveva Robert Lee Frost.

E quindi in questa rassegna di pensieri sulla morte non potevano mancare i versi di poesie ad essa dedicati, anche perché, come diceva nel film “Il Postino”, l’indimenticabile Massimo Troisila poesia non è di chi la scrive, ma di chi gli serve”.

1. All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro? [Ugo Foscolo in “Dei sepolcri”];

2. Or poserai per sempre, | stanco mio cor. Perí l’inganno estremo, | ch’eterno io mi credei. Perí. Ben sento, | in noi di cari inganni, | non che la speme, il desiderio è spento. | Posa per sempre. Assai | palpitasti. Non val cosa nessuna | i moti tuoi, né di sospiri è degna | la terra. Amaro e noia | la vita, altro mai nulla; e fango è il mondo. | T’acqueta omai. Dispera | l’ultima volta. Al gener nostro il fato | non donò che il morire. Omai disprezza | te, la natura, il brutto | poter che, ascoso, a comun danno impera, | e l’infinita vanità del tutto [Giacomo Leopardi, “A se stesso”];

3. Si sta come | d’autunno | sugli alberi |le foglie [Giuseppe Ungaretti, “Soldati”];

4. La morte si sconta vivendo [Giuseppe Ungaretti in “Sono una creatura”];

5. O pàpera, mia candida sorella, | tu insegni che la Morte non esiste: | solo si muore da che s’è pensato. | Ma tu non pensi. La tua sorte è bella! | Ché l’esser cucinato non è triste, | triste è il pensare d’esser cucinato [Guido Gozzano in “La differenza”];

6. Oh Morte! oh Morte! Eppur terribil tanto Non sei qual sembri. Tu sugli occhi adesso Mi chiami, in vece di spavento, il pianto. | Dunque più non fuggir, vienmi dappresso. | Ah, perché tremo ancor? Vieni, ch’io voglio | Ne’ tuoi sembianti contemplar me stesso [Vincenzo Monti in “L’entusiasmo melanconico”];

7. Verrà la morte e avrà i tuoi occhi. | Sarà come smettere un vizio, | come vedere nello specchio | riemergere un viso morto, | come ascoltare un labbro chiuso. | Scenderemo nel gorgo muti [Cesare Pavese in “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”];

8. Assai più che la vita, è la morte a tenerci sovente con lacci sottili [Charles Baudelaire in “I fiori del male”];

9. Ed è il pensiero della morte che, in fine, aiuta a vivere [Umberto Saba in “Sera di febbraio”];

10. Credo che nessuno muoia | credo che l’anima in realtà | divenga un’ombra | e al culmine del suo vagare | si adagi ai piedi | d’un fiore non visto. | Quei fiori gialli | di cui son piene | le campagne| quando fai ritorno a casa | e vorresti che lei | esistesse [Carlo Bramanti, “Credo”].

Di Taffo Onoranze Funebri

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